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LE RACCOLTE DELLA GALLERIA
L’Iconografia di Antoine Van Dyck.
Viene generalmente chiamata Iconografia, la collezione di ritratti di
personaggi illustri, contemporanei a van Dick, eseguita ad incisione da
lui stesso e sotto la sua direzione. Il progetto dell’opera, iniziato
con ogni probabilità nel 1626 subito dopo il ritorno dell’artista
dall’Italia, fu realizzato dal principio in collaborazione con lo
stampatore di Anversa, Martinus Van den Enden, incaricato di pubblicare
le tavole, con il procedere dell’esecuzione il livello artistico
raggiunto in quest’opera dalle acqueforti di Van Dyck è tanto più
straordinario se si considera che prima di questo momento non erano
quasi mai stati eseguiti ritratti con questa tecnica. Quando, nel 1632,
Van Dick lasciò le Fiandre per raggiungere Carlo I e diventare pittore
di corte, molte incisioni erano state eseguite. Con l’edizione di
Gillis Hendricx, queste raggiunsero il numero di cento, e furono
successivamente ampliate fino a raggiungere il numero di
centoventiquattro nella raccolta dei fratelli Verdussen, composta tra
la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo, che viene qui presentata
in uno dei suoi esempi.
L’insieme, uno dei primi e dei più importanti di questo genere, si
presenta suddiviso in tre sezioni, corrispondenti ai ranghi delle
personalità raffigurate: principi (inteso come nobili) e generali,
uomini di Stato ed intellettuali, artisti e collezionisti. Sul
frontespizio tutto questo è indicato sul piedistallo che funge da
sostegno all’autoritratto di Van Dyck, che porta la scritta: Icones
principum virorum doctorum pictorum chalcographorum statuariorum nec
non amatorum pictoriae artis numero centum et viginti quator ab Antonio
Van Dyck pictore ad vivum expressae eiusque sumptibus aeri incise.
La raccolta di incisioni dei Verdussen porta anche un titolo in
francese, che pone l’accento sull’importanza della raccolta dei
ritratti di Van Dyck, famoso pittore e cavaliere del Re – Le cabinet de
plus beaux portraits (…) faits par le fameux Antoine Van Dyck chevalier
et peintre du Roi- e sulla partecipazione economica dell’artista per la
realizzazione dell’opera – (…) les quels l’Autheur mesme a faict Graver
à ses propes dépans - .
(dall’Iconografie d’Antoine Van Dyck – Catalogue Raisonnè, di Marie Mauquoy – Hendrickx)
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Kasimir Malevich (1878 – 1935)
« Suprematizm
34 Risunka » 1920.
La serie completa di 34 litografie,
stampate fronte e retro, con l’assistenza di El Lissitsky al Laboratorio
Litografico Unovis, (Affermazione delle Nuove Arti), Vitebsk, 1920.
Fu in questi laboratori che videro la luce i suoi progetti grafici più
importanti “Sul Nuovo Sistema dell'Arte” 1919, nove immagini litografiche che
illustrano un testo dell'artista e il più ambizioso Suprematismo. 34 Disegni del
1920 con testo dell'artista e 34 litografie stampate a mano.
Si stima che di quest'ultima serie ne furono stampate solo alcune decine di
esemplari, per via del fatto, che a quell'epoca la carta in Russia era molto
rara e costosa e i mezzi a disposizione erano limitati.
Quando il lavoro di Malevich fu ufficialmente dichiarato sovversivo, molte
copie vennero distrutte e quelle rimaste invendute a Vitebsk, andarono perdute
quando la città fu rasa al suolo dai bombardamenti nel 1941.
A conferma della rarità dell'opera solo cinque esemplari vennero individuati
fuori dall'Unione Sovietica e negli anni settanta il governo Australiano riuscì
ad acquistarne una copia per la propria Galleria Nazionale di Arte Moderna.
Questa rarissima serie completa delle 34 litografie stampate fronte e retro,
contiene le costruzioni più importanti della produzione suprematista di
Malevich ed è considerata un esempio di ricerca nell'arte litografica astratta,
ricca di contrasti, gradazioni tonali e tessiture.
(da MALEVICH – The graphic work: 1913-1930 – Catalogue Raisonnè by
Donald Karshan. The Israel
Museum, Jerusalem).
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